I Mulini di Capo D’Acqua – Un Mondo Surreale

I Mulini di Capo D’Acqua – Un Mondo Surreale
Immersioni Viaggi

A Capestrano in provincia dell’aquila si trova il lago di Capo D’acqua. si tratta di un invaso artificiale all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e monti della laga.

Nato nella seconda metà degli anni 60 per agevolare l’irrigazione dei terreni vicini e successivamente, più o meno dal 2006, fù utilizzato anche per la produzione di energia elettrica grazie al ripristino di una vecchia centrale idroelettrica.

Sono molte, infatti, le sorgenti che alimentano il lago, sia in superficie che sotto. In prossimità dei corsi d’acqua, nel medioevo furono costruiti due mulini ed un colorificio. I resti di quest’ultimo sono ancora visibili a terra, all’estremità del lago, mentre i due mulini sono completamente sommersi ad una profondità di 8-9 metri al centro del lago.

Tutt’oggi sono conservati abbastanza bene nonostante gli anni trascorsi e gli ultimi terremoti che in questi anni hanno sconvolto la regione Abruzzo.

Immergersi in questo lago è come tornare indietro nel tempo. Si rimane affascinati dall’immensità dei paesaggi fatti di pianure, montagne, borghi fortificati e case coloniche, come lo stesso Capestrano si regge con il suo castello medievale.

In acqua si percepisce subito la temperatura gelida di circa 7-8 gradi (e non tende mai a salire anche in estate). La visibilità è impressionante, definirla cristallina è un eufemismo.

Il primo mulino che si incontra è abbastanza distrutto, con solo qualche muro rimasto in piedi; invece sono ancora abbastanza visibili le pale che azionavano le macine.

Per arrivare al secondo mulino, situato sulla destra del lago, si esegue un tracciato in mezzo ad un manto algoso che copre il fondale, probabilmente dovuto ad un vecchio selciato o ad una stradina dove passavano i carri trainati dai buoi o dai cavalli.

Quest’ultimo mulino è sicuramente più affascinante del primo dato dal fatto che è ancora quasi del tutto integro e dalle diverse strutture e arcate che coprono una zona molto ampia (uno degli archi più belli crollò nel terremoto del 2009).

Per quanto riguarda il colorificio immerso solo per metà, si presenta su di un selciato verde ricoperto da alcuni canneti che si prestano a fare da scenario per molte foto suggestive diverse dal solito.

Un immersione in un sogno, diversa dal solito, in mezzo a pareti di pietra, archi e costruzioni medievali che creano coreografie molto ricercate, soprattutto da esperti foto sub e video operatori: questa è l’immersione a Capo D’acqua.

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